PERCHÉ INVESTIRE NEL PRIVATE EQUITY

Pubblicato da Garnell | maggio 25, 2017 | ARCHIVIO, Investimenti
PERCHÉ INVESTIRE NEL PRIVATE EQUITY

COSA È IL PRIVATE EQUITY, OPPORTUNITÀ E RISCHI

 

Il private equity è il principale strumento d’investimento attraverso cui si acquisisce una partecipazione nel capitale di un’impresa non quotata. Una delle peculiarità risiede nel suo raggio d’azione che va oltre all’erogazione di risorse finanziarie e implica una diretta partecipazione nella gestione delle strategie di impresa.

Qual è la situazione e quali le prospettive del private equity in Italia? In particolare, quali sono le opportunità per chi investe nel Made in Italy?

A essere attivi nelle operazioni di investimento nel capitale di rischio delle imprese sono, di norma, fondi d’investimento riservati a investitori cosiddetti “istituzionali”, gestiti da asset manager (per l’ordinamento italiano le SGR – Società di Gestione del Risparmio) sia italiani sia internazionali. La loro strategia d’investimento si focalizza sull’acquisizione di partecipazioni in imprese italiane, spesso medio-piccole, considerate molto forti in una specifica nicchia produttiva (in particolare nel settore manifatturiero) o di mercato, con un brand riconosciuto, e attive in un settore considerato ad alta potenzialità.

Negli ultimi tre anni in Italia le aziende di piccola e media dimensione, quindi con meno di 250 dipendenti, hanno rappresentato il principale target di investimento degli operatori professionali attivi in Italia: sono le aziende che più di altre rappresentano il simbolo del tessuto industriale italiano, danno lavoro a 11 milioni di persone, sono dinamiche e flessibili e hanno un forte potenziale di crescita, in particolare sui mercati esteri.

In questo senso, in una situazione di estrema volatilità dei mercati finanziari, a fronte di rendimenti insoddisfacenti e insufficienti a mantenere l’equilibrio economico finanziario, il private equity rappresenta per gli investitori istituzionali – fondazioni, fondi pensioni e casse previdenziali, che proprio da questi investimenti potrebbero trarre i maggiori profitti – una soluzione per gestire i crescenti rischi di portafoglio.

 Se la diversificazione resta lo strumento più efficace per contenere i rischi di portafoglio, tuttavia, a partire dall’inizio di questo secolo, tutte le asset class hanno dimostrato di avere correlazioni crescenti, cioè di comportarsi allo stesso modo soprattutto nei momenti di crisi. Poiché un portafoglio costruito in modo tradizionale appare non più in grado di offrire quella protezione che ci si attenderebbe dalla sua ordinaria diversificazione, urge orientarsi verso soluzioni alternative, con scelte d’investimento che si collocano al di fuori dei mercati regolamentati.

Il sostegno all’economia reale e nazionale significa quindi, in prima istanza, un’allocazione del portafoglio lontana dall’estrema erraticità dei mercati finanziari, ma soprattutto in grado di innescare circoli virtuosi con ricadute positive su tutto il Paese, sulle aziende interessate e ovviamente sugli stessi investitori.
Il private equity, oltre a portare nuove risorse finanziarie, può infatti contribuire a migliorare diversi aspetti della vita d’impresa, poiché, favorendo l’adozione di modelli gestionali più professionali, incide nelle relazioni con i fornitori e i distributori, innesca dinamiche positive con i propri dipendenti: tutti fattori questi determinanti per una crescita che travalica i confini dell’azienda e che coinvolge tutto il territorio.

Il rapporto “Why and where to invest in Italy”, “Dove e perché investire in Italia”, realizzato da EY Italy sottolinea che investire nelle aziende italiane è profittevole: i ricavi delle PMI dovrebbero crescere nel 2017 in media del 4,2%, il margine operativo lordo del 7,5%, mentre il RoE – il rendimento del capitale proprio – si attesterebbe al al 9,3%.

Pensiamo per un attimo a quanta soddisfazione si trae dagli investimenti speculativi praticati dai più e chiediamoci invece quanto sarebbe diverso e cosa comporterebbe un investimento nell’economia locale e nazionale. I dati dicono che investire in Italia conviene, in più i fondi di private equity apportano nelle società investite non solo capitali ma anche competenze manageriali che complessivamente contribuiscono allo sviluppo costante del capitale umano e a un qualificante rilancio dell’economia italiana.

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