SMART GRID O RETI INTELLIGENTI: IL PANORAMA IN ITALIA

Pubblicato da Garnell | giugno 6, 2017 | ARCHIVIO, Energy Management
Smart grid o reti intelligenti: il panorama in Italia

IL NOSTRO PAESE IN POLE POSITION TRA QUELLI PIÙ AVANTI NEI TEST DELLE RETI INTELLIGENTI

 

Intelligenti, user-friendly, flessibili, interattive: la rivoluzione italiana delle smart grid è sempre più vicina. Le condizioni necessarie per il loro sviluppo, infatti, stanno prendendo forma, e stanno trasformando il modo in cui produciamo, consumiamo e decidiamo di usare l’elettricità, come abbiamo già ipotizzato nel precedente articolo.

Da una parte c’è la strategia messa in campo dall’Europa, che ci chiede di elettrificare i consumi: per esempio passando dalle caldaie a gas alle pompe di calore, in modo da facilitare la transizione verso le rinnovabili. Dall’altra parte la produzione energetica è sempre più distribuita, e va di pari passo con lo sviluppo tecnologico.

Nel 2020 tra il 34% e il 38% dell’elettricità in Italia verrà dalle rinnovabili. Sole, vento e idroelettrico, soprattutto, che consentiranno di andare verso una decarbonizzazione del sistema energetico. Anche nei trasporti: si prevede che il parco delle auto elettriche sarà sette volte quello attuale.

Non solo: grazie alla produzione distribuita, i “prosumer” – gli utenti cioè che si autoproducono l’energia “in casa”, grazie per esempio ai pannelli installati sul tetto o al microeolico – raddoppieranno rispetto ai 600mila attuali. E in parallelo si svilupperanno anche i sistemi di accumulo: solo per le batterie per immagazzinare energia a livello domestico, si prevede un mercato di 150milioni di euro da qui al 2025.

Tutte tendenze positive che favoriranno lo sviluppo delle smart grid, capaci di rendere flessibile e intelligente il consumo energetico, con un adattamento costante e in tempo reale alle condizioni di produzione e disponibilità dell’elettricità. Per il momento i progetti attivi sono soprattutto sperimentali, con il nostro Paese in pole position tra quelli più avanti nei test delle reti intelligenti: nella mappa europea della diffusione delle smart grid, l’Italia è uno dei Paesi più caldi insieme a Francia, Benelux, Spagna e Gran Bretagna.

E dopo gli otto progetti avviati nel 2011 dall’Autorità per l’energia, adesso stanno partendo iniziative più evolute e su larga scala. Come il progetto Polistar, che dovrebbe trasformare Pantelleria nella prima isola smart italiana, diminuendo la dipendenza dai combustibili fossili tra il 25% e il 50%, riducendo i consumi fino al 25% grazie a una gestione intelligente dell’energia e ottenendo di conseguenza un taglio delle emissioni tra il 20% e il 40%.

Non sarà l’unica: il ministero dell’Ambiente, infatti, vorrebbe trasformare venti isolette non interconnesse alla rete elettrica del Paese in laboratori di innovazione energetica. Un’opportunità significativa anche per le aziende italiane innovative, che potranno così contribuire a portare a compimento una rivoluzione energetica di grande portata.

Sul fronte della ricerca, invece, a fine 2017 entrerà in funzione a Roma un impianto per la ricerca sulle smart grid e le super grid (le reti intelligenti per trasportare energia sulle lunghe distanze) nato da un accordo tra l’Enea, l’ente pubblico italiano per la ricerca sull’energia, e Nedo, il suo omologo giapponese. Un progetto dimostrativo che utilizzerà tecnologie innovative, con grandi vantaggi sul fronte dell’efficienza, la flessibilità e la sicurezza della rete.

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