LA TRANSIZIONE ENERGETICA GLOBALE

Pubblicato da Garnell | luglio 25, 2017 | ARCHIVIO, Energy Management
La transizione energetica globale

GLI INVESTIMENTI IN ITALIA E NEL MONDO NEL MERCATO DELL’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

 

A prima vista, il concetto di efficienza energetica sembra astratto, ma si materializza subito se pensiamo che il kilowatt migliore, più pulito e più economico, è quello che non consumiamo. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), il mondo sta facendo progressi su questa strada: se si analizza il parametro dell’intensità energetica, che ci dice quanti kilowattora ci è costato un dollaro di Pil, si nota infatti che nel 2015 questo indicatore è migliorato di tre volte rispetto al decennio precedente.

Tradotto: creare ricchezza richiede meno energia rispetto al passato, e genera meno emissioni. È una situazione frutto di investimenti crescenti in efficienza: solo nel 2015 nel mondo, consumatori, governi e aziende hanno investito 221 miliardi di dollari in tecnologie e sistemi di risparmio energetico. Per raggiungere l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi, però, avverte la Iea, è necessario accelerare il passo e gli investimenti.

In questo, l’Europa da sempre traccia la strada.
Nel suo “pacchetto d’inverno” presentato a novembre 2016, la Commissione europea ha proposto agli stati e all’Europarlamento un obiettivo vincolante di riduzione dei consumi energetici del 30% entro il 2030. Le ricadute positive sarebbero molteplici: riduzione delle emissioni, aumento di posti di lavoro verdi e diminuzione della bolletta energetica per famiglie e imprese. Da qui al 2020, per esempio, grazie alle regole europee di etichettatura degli elettrodomestici in base alla classe energetica, le famiglie del continente potranno scegliere consapevolmente e risparmiare fino a 500 euro all’anno.

Anche le aziende ci guadagneranno: prima di tutto in competitività, e poi in opportunità di business. Si calcola infatti che da qui al 2030, il mercato dell’efficienza crescerà in Europa di 24 miliardi di euro. E sempre grazie alle nuove politiche Ue sull’energia, entro il 2030 si creerebbero 900mila nuovi posti di lavoro.

La vera sfida, però, è altrove. Si stima infatti che da qui al 2035 più del 95% della crescita di domanda energetica globale si concentrerà nei Paesi emergenti, in particolare in Cina, India e Sudest asiatico. E se da una parte, prevede la Iea, la crescita economica farà lievitare i consumi, dall’altra c’è un enorme potenziale da esplorare sul fronte dell’efficienza.
In India, per esempio, gli spazi di miglioramento superano il 10%, mentre già tra il 1981 e il 2011 l’intensità energetica del Paese si è quasi dimezzata. In Sud Africa, investimenti su larga scala potrebbero ridurre del 18% la capacità energetica aggiuntiva di cui il Paese dovrà dotarsi entro il 2030 per soddisfare la crescente domanda di energia. Non solo: con misure ad hoc, si potrebbe evitare la combustione di 25 milioni di tonnellate di carbone.

E l’Italia? L’ultimo rapporto Enea sull’efficienza energetica delinea una situazione a due facce.
Da una parte non mancano le notizie positive: negli ultimi tre anni, grazie agli ecobonus si sono registrati circa un milione di interventi di efficientamento degli edifici, per quasi 10 miliardi di euro di investimenti. Grazie ai minori consumi, dal 2005 ad oggi sono 3,5 i miliardi di euro risparmiati per l’importazione evitata di petrolio e gas.

Dall’altra non mancano gli ostacoli, invece, che sono soprattutto sul fronte economico-finanziario e su quello della conoscenza: in particolare le pubbliche amministrazioni, secondo l’Enea, non conoscono a fondo gli strumenti e le opportunità di interventi migliorativi che potrebbero alleggerire le loro bollette e liberare così risorse per offrire servizi ai cittadini.

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