COME VALUTARE UN INVESTIMENTO

Pubblicato da Garnell | novembre 9, 2017 | ARCHIVIO, Consulenza

Gli indicatori da prendere in considerazione: Van, IRR, payback.


Come si valuta un investimento?
Di fronte a tanti progetti, come si sceglie quello più solido e più promettente? I metodi sono diversi, ma una cosa vale per tutti: prima di prendere la decisione finale, vale la pena di armarsi di pazienza, calma mentale e calcolatrice. In ballo c’è la sostenibilità economica dell’investimento: per scegliere la destinazione corretta dei capitali, infatti, bisogna valutare se e quanto i flussi di un’impresa o un’iniziativa sono compatibili con il profilo delle entrate e delle uscite previste, sia in base ai tempi che agli importi.

Un indicatore molto utile per capire se a un investimento conviene dire sì o no e su quale puntare tra vari prospettive possibili è il Valore attuale netto. Abbreviato con la sigla Van, misura la ricchezza creata o distrutta da un certo progetto. Si ricava facendo la differenza tra il valore attuale dei benefici di un’iniziativa e il valore attuale dei suoi costi. Si otterrà così il saldo, positivo o negativo, dei flussi di cassa generati.

La scelta non è difficile: conviene sempre puntare sul progetto che ha il Van più alto e comunque positivo. Scegliere di scommettere dei soldi su un investimento con un Van negativo significherebbe infatti partire dall’idea che stiamo puntando su un progetto che in realtà riduce la nostra ricchezza. E la regola di optare per l’investimento con il Van più alto vale anche in quei casi in cui si parte da flussi di cassa negativi, cioè da costi che prevalgono sui ricavi per poi riequilibrarsi solo in seguito. Un indicatore di utilizzo abbastanza semplice, che richiede però precisione nella stima dei benefici futuri non sempre facili da quantificare, soprattutto nel caso di iniziative a più alto rischio.

Un altro valore che può risultare utile prendere in considerazione quando si confrontano investimenti diversi è il Tasso interno di investimento, o Tir o, se si preferisce usare la sigla inglese, Irr.
Misura la redditività finanziaria di un flusso monetario generato dall’investimento, cioè quanto un investimento è in grado di rendere. Quanti benefici sarà in grado di portarci. Di fronte ai Tir di vari progetti, dunque, si sceglierà quello migliore, confrontando anche il valore di questi indicatori con un tasso di rendimento soglia, detto tasso di accettazione. Conviene effettuare l’investimento se il tasso di rendimento interno è maggiore del tasso di accettazione.

Un altro metodo di valutazione, semplice ed efficace, è quello di calcolare il payback period, cioè il tempo necessario per ripagare l’investimento iniziale.
In questo caso, si tratta di un indicatore che si focalizza soprattutto sul rischio d’impresa e non sui rendimenti potenziali.

La domanda da porsi, in questo caso, è: quanto dovrò impiegare a recuperare il capitale inizialmente investito attraverso i flussi finanziari netti che il progetto sarà in grado di generare? Mettendo a confronto i periodi di payback di varie iniziative, si sceglierà quella dove questo valore è minore. Più breve è infatti il periodo di recupero, prima i flussi di cassa andranno ad alimentare gli utili.

Negli ultimi anni, per la valutazione dei progetti di investimento in azienda, il metodo più utilizzato è stato quello del Van anche grazie alle indicazioni ricavabili dai principi contabili internazionali.

Nel nostro quotidiano, ci è capitato di fare ricorso a un uso misto di questi metodi di valutazione, in modo da poterne confrontare i risultati. In particolare negli ultimi anni è stato usato il metodo del Tir per valutare i prevedibili flussi di cassa generati nel lungo periodo dalla vendita di energia prodotta da impianti fotovoltaici .

 

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