PASSAGGIO ALLE RINNOVABILI: PRATICHE BUROCRATICHE E GESTIONE DELLE RELAZIONI CON GLI ENTI

Pubblicato da Garnell | ottobre 17, 2017 | ARCHIVIO, Energy Management

Azioni da intraprendere e possibili insidie dell’iter autorizzativo


Una volta deciso di installare un impianto alimentato a energie rinnovabili, la prima questione che si pone è relativa alla richiesta delle autorizzazioni previste per legge e alla necessità di affrontare una serie di passaggi burocratici. Una prospettiva piuttosto demotivante al primo impatto, ma che, se gestita adeguatamente con il sostegno di un energy manager, potrebbe rivelarsi solo un fastidioso, ma inevitabile preludio al godimento dei benefici garantiti dalle energie pulite.

Partiamo dall’iter autorizzativo per ripercorrere insieme i diversi adempimenti necessari.

Le autorizzazioni per gli impianti di produzione di energia elettrica si distinguono a seconda della tecnologia, della taglia e della potenza, e sono di tre tipi.

  1. Autorizzazione al Comune, valida per gli impianti di piccole dimensioni o per quelli assimilabili ad attività di edilizia libera: qui, oltre ai criteri di cui sopra, intervengono parametri come la modalità di installazione. Nel caso del fotovoltaico, quindi, la procedura corretta sarà questa se gli impianti sono aderenti o integrati nei tetti degli edifici.
  2. PAS, ovvero Procedura Abilitativa Semplificata: viene utilizzata per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica al di sotto di soglie di potenza prefissate (a questo proposito vedi qui ). Ogni Regione può però variare il campo di applicazione, e renderla valida per impianti di potenza fino a 1 MW. La PAS si deve presentare al Comune almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori.
  3. Autorizzazione Unica, valida per gli impianti con soglie di potenza superiori a quelle per cui è prevista l’applicazione della PAS: qui è prevista la convocazione di una o più conferenze dei servizi che vedranno coinvolte tutte le amministrazioni interessate dal progetto, e che alla fine termineranno con il rilascio di un’autorizzazione unica.

Contemporaneamente va svolta la procedura per richiedere la connessione dell’impianto alla rete elettrica di trasmissione. Nel caso di progetti per i quali è necessaria la PAS o l’Autorizzazione Unica, la domanda va presentata corredata di preventivo di connessione emesso dal Gestore di Rete.

Per gli impianti di potenza fino a 20kw in cui il proprietario deciderà di avvalersi del servizio di Scambio Sul Posto, si può usufruire di una procedura semplificata: la richiesta va presentata online a Enel distribuzione, che si occuperà direttamente della registrazione dell’impianto sul portale Terna-Gaudì e della richiesta di convenzione per il servizio di Scambio Sul Posto.

Inoltre quando la potenza di picco è superiore ai 20 kw e l’impianto non immette in rete la totalità dell’energia elettrica prodotta, serve un piccolo passaggio aggiuntivo, cioè una denuncia di officina elettrica da presentare all’Agenzia delle dogane del territorio competente.

A questo punto, chi installa l’impianto deve anche scegliere il meccanismo di utilizzo dell’energia elettrica prodotta.

Le possibilità sono due, entrambe gestite dal GSE (Gestore Servizi Energetici). Da una parte ci si può avvalere del regime di scambio sul posto, che permette al produttore di immettere in rete l’energia elettrica prodotta ma non direttamente autoconsumata, per poi prelevarla in un momento differente da quello in cui avviene la produzione.

Dall’altra c’è il ritiro dedicato, che consiste nella cessione dell’energia immessa in rete a fronte di una valorizzazione ad un prezzo variabile per ogni kilowattora immesso.

Infine c’è il capitolo che riguarda i diversi regimi di incentivazione. Per gli impianti fotovoltaici, ad oggi non sono previsti più incentivi.

C’è invece un meccanismo incentivante per gli altri impianti di produzione di energia elettrica dalle rinnovabili diverse dal solare che entrano in esercizio entro il 31/12/2017, di cui al momento si attendono comunicazioni ufficiali in merito ad un’eventuale proroga.

Le richieste di accesso diretto agli incentivi possono essere presentate solo online, sul portale FER-E, accessibile registrandosi nell’area clienti del sito web del GSE.

Per gli impianti solari termici, le pompe di calore e gli impianti per la produzione di riscaldamento a biomassa, vale invece il Conto Termico, un fondo di incentivazione da 900 milioni di euro all’anno. Anche in questo caso i contributi vanno richiesti online, collegandosi al Portaltermico del GSE.

Altri incentivi sono attesi per il biometano, che potrebbe contribuire a raggiungere l’obiettivo europeo del 10% di rinnovabili nel settore dei trasporti. Il ministero dello Sviluppo Economico ha avviato una consultazione pubblica sui biocarburanti. Siamo attualmente in attesa dei decreti che introducano un regime di supporto ad hoc.

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